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Primo diario della missione Moldavia

I salesiani di Don Bosco oltre gli ostacoli e le diffidenze

Già nella prima giornata di permanenza nel Paese la delegazione si è potuta calare nella dura realtà locale attraverso i racconti di chi affronta l'emergenza minorile dall'ottica dell'impegno sociale cattolico, religione di minoranza in Moldavia: Don Sergio, Don Cesare, Vicario del Vescovo e Responsabile della Pastorale sociale e Otilia Sirbu, Direttrice della Caritas. I cattolici in Moldavia sono lo 0,5 %, circa 20 mila rispetto a una popolazione che si aggira intorno ai 4 milioni. Il retaggio imposto da decenni di regime sovietico circonda l'impegno cattolico di unaprofonda diffidenza da parte dello Stato e delle due chiese maggioritarie: quelle ortodosse russa e romena. Si teme, infatti, il proselitismo. Come raccontano i tre protagonisti degli incontri avuti dalla delegazione, lo spirito che caratterizza la Chiesa cattolica è,al contrario, quello europeo dell'impegno sociale: anzichè chiudersi con i fedeli nelle Chiese, la parrocchia diventa la strada, dove vengono recuperati i minori abbandonati in cambio di educazione,prevenzione e cura. La povertà che affligge il Paese genera eventi drammatici legati all'emarginazione sociale, come il fenomeno dell'abuso sessuale, del maltrattamento, della violenza domestica dovuta all'alto tasso di alcolismo e della tratta di giovani, anche minori, come la prostituzione. All'oratorio di Don Sergio contano i fatti: oltre alla casa famiglia dove sono ospitati 11 bambini,l'oratorio viene frequentato quotidianamente da circa cento ragazzi,che diventano quasi 400 durante la stagione estiva grazie alle attività a tempo pieno organizzate nelle strutture del complesso. Imminente l'avvio dei tre corsi di formazione specifica, seppur allentato dalla burocrazia complessa e diffidente, per saldatore,idraulico ed elettricista. Obiettivo dei salesiani, tenere viva la forza lavoro in Moldavia contrastando il fenomeno dell'emigrazione verso Paesi come la Russia, la Turchia, l'Italia, la Spagna, il Portogallo e, in misura minore, la Grecia. Operazione ambiziosa in un Paese che detiene uno dei minori tassi di crescita del Pil.Emozionante l'incontro con i bambini ospiti fissi della struttura. Prima una visita veloce ma accurata delle stanze e dei locali dellacasa con i piccoli a fare da Cicerone, poi una cena preparata ad hoc dalla cuoca del posto per la delegazione. La curiosità e l'entusiasmo dei bambini tra presenza di ospiti e trepidante attesa delle sorprese promesse è esplosa alla consegna dei doni pensati e fatti passare ironicamente per semplici omaggi simbolici. Le facce deluse presto si trasformano in un'atmosfera di euforia che coinvolge tutti i presenti, delegazione e padroni di casa: tutto merito dei quattro computer donati dal V Municipio di Roma, talmente graditi da divenire oggetto quasi profano di ringraziamento nella preghiera recitata da ogni bambino prima del saluto della buonanotte.



Pubblicato il 4/1/2013 alle 11.55 nella rubrica diario.

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